Le mie origini, la mia storia

Radici profonde

Mi chiamo Matteo Biffoni e la mia storia inizia a Prato nel 1974: figlio unico di mamma Luciana, insegnante, e di babbo Daniele, socio in un’azienda artigiana. Con una vita dedicata alla politica e all’associazionismo, devo a lui la mia passione per l’impegno verso la comunità.

Il babbo ha lasciato me e la nostra famiglia troppo presto, ma mia mamma, con grande forza e determinazione, non mi ha mai fatto mancare nulla. Il resto l’hanno fatto la nostra straordinaria comunità, la passione per la politica, per la musica e per il calcio, prima da libero e terzino sinistro del Coiano e poi da tifoso, sempre fedele all’Ac Prato 1908.

Le prime “battaglie” politiche e il lavoro

Alle superiori, tante battaglie politiche e anche qualche acerba vittoria: da rappresentante di istituto ho introdotto i distributori automatici di snack che ancora oggi sono a disposizione degli studenti del Cicognini.

Ho ricordi bellissimi di quegli anni: grandi insegnanti, compagni indimenticabili, le prime serate in compagnia e le intense sfide a calcetto.

Dopo il diploma mi sono laureato in Giurisprudenza a Firenze e dopo la specializzazione a Bologna e l’esame di nuovo a Firenze ho iniziato a lavorare come avvocato, fino ad aprire uno studio con Francesca e Giuseppe.

Quel legame indissolubile

Nel frattempo, nel 2004 sono entrato nel Consiglio comunale di Prato e sono stato poi rieletto nel 2009. Nel 2013, dopo aver vinto le primarie, sono diventato parlamentare: un’esperienza breve, perché l’anno successivo ho scelto di rassegnare le dimissioni da deputato per candidarmi a sindaco della città alla quale devo tutto.

I pratesi mi hanno stupito ancora una volta: il 28 maggio 2014 con la vittoria al primo turno mi hanno conferito l’onore di guidare Prato. Ci sono stati giorni difficili, come quel terribile 5 marzo 2015, quando la città fu devastata dal vento, e momenti bellissimi, quando siamo riusciti a cambiare il volto di un pezzo di città come abbiamo fatto al Serraglio, o a consegnare una scuola attesa da 30 anni, come le Don Bosco a Maliseti.

Prato, una grande famiglia

Sono stati cinque anni pieni di emozioni, anche da un punto di vista personale.

Durante il mio mandato da primo cittadino sono diventato babbo di Stefano e di Edoardo. Una gioia immensa condivisa con Lucia, la mia generosa e paziente compagna, persona meravigliosa. È con la mia città nel cuore che ho lavorato e lavorerò incessantemente per il futuro di Prato e della sua comunità.

La nostra città negli ultimi anni ha fatto passi in avanti importanti, ma rimangono ancora grandi sfide da affrontare. Con tutto l’amore che c’è.